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Intervista a Valerio Lucantoni

Valerio Lucantoni è una promessa del drumming Italiano: in occasione dell’ uscita del primo video del suo progetto the “WORMHOLE EXPERIENCE” abbiamo fatto 2 chiacchiere con il batterista romano classe 1988. Buona lettura!  – clikkate qui per vedere il video – 

  • Ciao Valerio e benvenuto nel Blog Bateras beat, per prima cosa COMPLIMENTISSIMI per il tuo nuovo lavoro ed il tuo primo video clip!  Cosa puoi dirci sui whormhole experience? come è nato questo progetto? come sei arrivato alla formazione attuale?

Ciao Raphael, ti ringrazio per i complimenti e per il tuo gentile invito. Il progetto The Wormhole Experience nasce da un’esigenza personale di intraprendere un percorso artistico di spessore, di pari importanza rispetto a quello da batterista. Fino ai 21 anni, mi sono sempre concentrato sullo strumento, studiando moltissimo e cercando di migliorare sempre di più il mio livello. A 22 anni compiuti, ho capito che quest’ambizione non mi appagava in realtà come avrei voluto, capii che il tutto doveva essere completato con un qualcosa che mi mettesse al centro di un progetto, anche a livello compositivo. Così cominciai a buttare giù qualche idea sulle sonorità che più appartenevano al mio background musicale, come il Progressive, la Fusion ed il Metal. Arrivato alla conclusione di 3 brani, decisi di formare i The Wormhole Experience, nati inizialmente come un trio per poi evolversi in un quartetto con cui ho realizzato nel 2013, uno splin screet del mio primo singolo “Dimensional Wall”, reperibile su YouTube. Successivamente a causa di molti rallentamenti legati a cambi di line-up, ho deciso negli ultimi 3 anni, di concentrarmi nella scrittura di un vero e proprio disco autoprodotto ( Perseverance ), pubblicato a Novembre 2016.

  • Il livello tecnico tuo e del progetto è sicuramente notevole: Come hai iniziato a suonare? Con chi hai studiato? Hai frequentato qualche scuola?

Ho cominciato a suonare a 15 anni, in piena età adolescenziale, grazie alla forte influenza di mio fratello, anch’esso batterista. Dopo un anno da autodidatta, ho cominciato a prendere lezioni da Stefano Baldasseroni. Dopo aver appreso le fondamenta dello strumento in tutte le sue sfumature, ho proseguito i miei studi con Cristiano Micalizzi, approfondendo tutti gli aspetti necessari della batteria pop-rock, sia studio che live. Successivamente ho terminato il mio percorso di studi con Davide Pettirossi, analizzando lo strumento nelle sue contaminazioni più moderne. All’età di 21 anni, dopo aver vinto una scholarship per il Drummer Collective essendomi classificato al 1° posto al Croatia Drum Camp, 2011, parto per la volta di New York, dove intraprendo un intenso studio multi stilistico. Dopo l’esperienza in Croazia, tra me e Virgil è nata una piacevole e sincera amicizia, che mi ha permesso di rimanerci in contatti e di avere l’opportunità di praticare insieme a lui più volte, confrontandomi e ponendo al suo giudizio alcuni dei miei argomenti di ricerca.

  • Come è organizzata la tua routine di studio attuale? Come dividi il tempo per studiare con il tempo ad esempio per comporre o arrangiare i tuoi brani?

Come tu ben sai, essendo un performer professionista ed in più il direttore di una scuola di musica, le dinamiche che circondano la figura del musicista sono molteplici. Molte persone identificano il musicista semplicemente come un performer, ma non è più cosi. Ci sono moltissimi aspetti che un musicista deve curare, come il management, il marketing della propria musica e tante altre sfaccettature che oggi vengono svolte, nel più delle volte, dal musicista stesso. Fatta questa premessa, cerco di organizzare la mia routine nel migliore dei modi. Quello di cui provo a non privarmi mai, anche nelle giornate più impegnative, è ciò che chiamo “routine di sopravvivenza”. Consiste in un lungo warmup di single & double stroke, svolto sia con le mani che con i piedi. Di media cerco di studiare un minimo di 3 ore al giorno anche quando sono impegnato, ma non ti nego che la mia routine ideale è di almeno 6 ore. Per quanto riguarda la composizione, essendo un repertorio estremamente complesso, dedico moltissimo tempo ed attenzione alla creazione ed all’arrangiamento di un brano. Ci sono stati e ci sono tutt’ora periodi, in cui metto in primo piano la composizione rispetto alla batteria e la cosa non mi pesa affatto!! L’aspetto creativo è diventato una necessità nella mia personalità musicale.

  • Grazie per le belle parole! Come organizzi le tue giornate per studiare anche 6 ore al giorno? Potresti farci un esempio della tua giornata tipo? Come riesci a bilanciare il lato “artistico” con quello lavorativo?

Quando ho la possibilità di studiare 6 ore, distribuisco la mia giornata di studio in due sezioni, 3 ore la mattina e 3 il pomeriggio. Ogni ora è intervallata da 10 minuti di pausa. Le prime due ore le dedico alla “routine di sopravvivenza” citata precedentemente, in cui oltre che al warmup, lavoro per migliorare velocità e resistenza. Le altre 4 ore le distribuisco assegnando 1 ora per ogni idea che voglio approfondire; per esempio una coordinazione, un’ostinato ecc ecc. Non seguo uno schema ben preciso su questo. Ci sono periodi, in cui decido di approfondire alcune idee rispetto ad altre, semplicemente perchè, in quel determinato momento, percepisco il mio corpo più predisposto ad apprendere ad esempio un’indipendenza che un pattern con il doppio pedale. Per quanto riguarda la capacità di bilanciare il lato artistico con quello lavorativo, posso dirti che non è affatto facile. Questa difficoltà, parlando personalmente, si è manifestata nel dover rinunciare ad alcune situazioni lavorative per dare priorità all’aspetto artistico negli ultimi anni. Non è per nulla semplice rinunciare ad un lavoro, ma ciò mi è stato possibile grazie alla forte volontà di investire su una cosa in cui credo fortemente. Questo significa anche andare incontro a periodi difficili dal punto di vista economico, quindi non entro nel merito, giudicando le mie azioni come giuste o sbagliate. Le ritengo semplicemente delle scelte.

  • Hai citato prima come fonte di ispirazione Virgil Donati e nella tua band suoni con Marco Sfogli (chitarrista del gruppo Icefish) Come è condividere il chitarrista con Virgil? Senti la pressione del “confronto” oppure la vivi come una cosa normale?

Premetto che Virgil oltre ad essere un’immensa fonte d’ispirazione, è un amico. Successivamente al Croatia Drum Camp, dove Virgil faceva parte della commissione che mi ha premiato, è nata un amicizia che si è prolungata negli anni e che mi ha permesso di condividere con lui tante cose. Condividere un musicista in comune del calibro di Marco Sfogli, è stata indubbiamente una bellissima esperienza. Quando coinvolsi Marco nella registrazione di Perseverance, gli IceFish ancora non esistevano ( parliamo dell’estate del 2015 ), tuttavia Marco è stato il chitarrista principale di “In This Life”, quindi nel momento in cui dovette lavorare con me, si adattò perfettamente a questo stile. Ricordo che dopo aver registrato il brano mi disse: “si sente che hai mangiato pane e Virgil”. La questione del “confronto”con Virgil è una domanda a cui tengo molto rispondere. Immagina due stanze giganti, con due batteristi diversi; in una Eric Moore e in un’altra Virgil Donati. Due batteristi pazzeschi, ma con una grande differenza, uno è unico al mondo mentre l’altro no. Nella stanza di Eric Moore ci sono milioni di batteristi che per outfit, drum set e playing lo ricordano molto. Ovviamente non ci interessa entrare nella questione di chi usa il piatto più inclinato o chi suona i Gospel Chops più velocemente, il nocciolo è che ci sono milioni di batteristi che omologano quel drumming e ne fanno parte. Questo può creare uno spunto di riflessione a livello sociologico e può indurci a formulare delle domande sul perchè questo filone sia così seguito ai giorni d’oggi. È indubbiamente un drumming molto fruibile ed immediato, in più è molto di tendenza e questa può essere una chiave di lettura che non va minimamente a mettere in discussione o a giudicare la scelta di seguire questo drumming. La questione è che se guardi dentro questa stanza, l’attitudine non è quella di fare confronti o paragoni perchè il quantitativo di persone che segue questo filone è elevatissimo!! quindi la cosa non desta attenzione, passando in secondo piano. Nel mio percorso di ricerca, ho deciso consapevolmente di aprire l’altra porta, quella dove c’è solamente una persona. Dopo tanti anni di studio e sacrifici ho cominciato a seguire quelle orme, costruendo le chiavi per aprire le porte di quel drumming. Ho messo su una band che mi ha portato a realizzare il mio primo disco solista, di cui sono compositore, arrangiato e produttore, oltre che batterista. Questo mi rende estremamente orgoglioso e soddisfatto (cosa molto rara) di questo lavoro. Il problema sorge quando qualcuno, dall’esterno, guarda all’interno di questa stanza. Trovando pochissime persone al suo interno, l’attitudine più superficiale è quella del confronto e del paragone con colui che risiede in questa stanza da moltissimo tempo, non curandosi minimamente del tentativo, onorevole o meno, di percorrere una strada estremamente difficile e coraggiosa. Con questa consapevolezza sulle spalle, vivo tutto ciò con molta serenità, non penso molto alla pressione, forse perchè ho l’appoggio dello stesso Virgil.

  • Come hai intenzione di promuovere questa tua fatica discografica? Avete trovato una casa discografica? Pensi sia fattibile andare in tour con questo progetto?

Al momento un’etichetta discografica non è quello di cui necessito, anche perchè il disco è già edito e distribuito digitalmente su tutte le piattaforme. Sto lavorando duramente a creare una fan base solida che mi permetterebbe di aprire molte porte sotto tanti punti di vista. Quello che sto cercando è una Booking che sia interessata al progetto e che abbia voglia di lavorare a livello di live, quindi aperture di concerti importanti, tour ecc ecc. Penso che portare questo progetto in tour sia fattibile. Indubbiamente è una cosa molto ambiziosa, sia dal punto di vista tecnico e quindi realizzativo, sia dal punto di vista del pubblico. Nell’Ottobre 2017 ho organizzato un release party di Perseverance qui a Roma. È stato estremamente complesso portare live questo repertorio con la band, ma con una passionale dedizione, siamo riusciti a performare l’intero disco uscendone molto soddisfatti. C’è ancora molta strada da fare, sotto tutti gli aspetti che satellitano intorno ad un progetto del genere. In virtù di ciò, fortunatamente al momento ho molta energia da convogliare e voglia di scrivere nuova musica.

  • Grazie per il tuo tempo e la tua disponibilità: in bocca al lupo per il futuro!

Grazie a te Raphael per l’ospitalità ed un grande saluto a tutti gli amici di Bateras Beat

 

Rimanete in contatto con Valerio attraverso questi link:

https://www.facebook.com/wormholexperience/

 

 

 

 

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